Stoccolma: De Grasse va come il vento, 9.69!

18 Giugno 2017

Il canadese dà spettacolo nella sesta tappa della IAAF Diamond League con un gran crono sui 100 metri e l'anemometro fuori giri (+4.8). Trost 1,85, Magnani sesta sui 3000 (8:58.62).


 

di Marco Buccellato

Nella sesta tappa della IAAF Diamond League 2017, a Stoccolma, il canadese Andre De Grasse corre un eccezionale 9.69 sui 100 metri, con vento notevolmente oltre la norma (+4.8) ma tra le migliori prestazioni di sempre dal punto di vista cronometrico. Alessia Trost è settima con 1,85 nel salto in alto vinto a quota 2,00 da Mariya Lasitskene-Kuchina. Margherita Magnani si batte bene sui 3000 metri e chiude sesta in 8:58.62, un crono che non otteneva da tre anni, dopo una gara in rimonta. Il Bauhaus Galan fa segnare la nuova migliore prestazione mondiale stagionale sui 1500 con il keniano Timothy Cheruiyot che vince in 3:30.77. Altri successi ventosi per il sudafricano Luvo Manyonga nel lungo (8,36/+3.3) e lo spagnolo Orlando Ortega sui 110hs (13.09/+3.5), con il norvegese Karsten Warholm al bis dopo Oslo sui 400 ostacoli in 48.82 e il marocchino Soufiane El Bakkali davanti a tutti sui 3000 siepi in 8:15.01. Nel disco la cubana Yaimi Perez si impone con 67,92, per interrompere la striscia vincente di Sandra Perkovic che durava da quasi due anni, e al maschile prevale il giamaicano Fedrick Dacres (68,36). Sugli 800 metri successo della burundiana Niyonsaba in 1:59.11, l'ivoriana Ahoure vince i 200 donne (22.68/1.1), la svizzera Buchler l'asta con 4,65 e il bahamense Gardiner i 400 metri in 44.58.

DE GRASSE SFRECCIA NEL VENTO: 9.69 - Straordinaria prestazione del canadese Andre De Grasse sulla pista di Stoccolma. Il vento misurato a +4.8 lo ha sospinto alla siderale prestazione cronometrica di 9.69, che offre il fianco per tanti riferimenti. Vento o no, è tra i tempi più veloci registrati da un essere umano dopo il 9.58 e il 9.63 di Usain Bolt. Prima di De Grasse c'è ancora Tyson Gay (9.68 ventoso), i 9.69 legali dello stesso Gay, di Bolt e Yohan Blake, e un lontano 9.69 ventosissimo di Obadele Thompson, sprinter di Barbados. Partito molto bene, De Grasse si è liberato solo negli ultimi venti metri dell'ombra dell'ivoriano Ibrahim Meite, a sua volta lanciato dalla brezza a un gran 9.84. Sotto i 10" anche il giamaicano Ryan Shields in 9.89 (due ore dopo aver vinto la prima serie in 10.19), il cubano Perez (9.92) e il tedesco Reus (9.99). Nel limbo dei 10 netti, né sopra né sotto, il vecchio leone Churandy Martina, sesto. Per le statistiche, De Grasse aveva già in archivio un 9.75 ventoso risalente a due anni fa, anno della sua esplosione. Altro sprint interessante nei 200 donne con esito più incerto del previsto: un solo centesimo ha diviso l'ivoriana Murielle Ahoure (22.68/+1.1) dalla canadese Crystal Emmanuel (22.69, personal best). Sotto i 23" anche la tedesca Haase (22.76, personale) e Ivet Lalova-Collio (22.82).

TROST 1,85 - Piccolo passo indietro di Alessia Trost: sulla pedana di Stoccolma la 24enne friulana della Fiamme Gialle non migliora il primato stagionale di 1,91, ottenuto all'esordio al Golden Gala Pietro Mennea, classificandosi settima con 1,90, misura contro la quale si è scontrata tre volte dopo aver superato senza problemi l'1,80 di ingresso e il successivo 1,85.

Gara vinta dall'atleta che, in questo momento, è due spanne oltre le avversarie, Mariya Lasitskene-Kuchina, con l'ennesimo 2,00 stagionale, per tentare poi la misura del record personale a 2,06 senza particolare convinzione. Dietro, la polacca Licwinko (in crescita con 1,97), la svedese Skoog (al personale eguagliato a 1,94) e l'ucraina Levchenko (1,94 anche per lei).

BRAVA MAGNANI, 8:58.62 - Sesto posto di Margherita Magnani sui 3000 metri, gara non-Diamond League. La 30enne romagnola delle Fiamme Gialle si è ben comportata, guidando il gruppo delle inseguitrici da metà gara e rosicchiando terreno alle leader della corsa. Il risultato (8:58.62) le vale la miglior prestazione italiana stagionale, la terza europea del 2017 e la terza della carriera all'aperto, un crono che non registrava da tre anni. Bello il duello in rettilineo per la vittoria, andata alla favorita svedese Meraf Bahta in 8:47.07 sull'etiope Azemra Gebru (8:47.26). Passaggi per chilometro: 2:52.09 della pacemaker Tverdostup al primo mille, 5:50.93 della Bahta ai 2000.

CHERUIYOT WORLD LEAD SUI 1500 METRI - Miglior prestazione mondiale sui 1500 metri maschili grazie alla gran gara del keniano Timothy Cheruiyot, che fa sua vittoria e vetta mondiale in 3:30.77, anche record personale. Un 1500 tiratissimo che ha confermato anche le qualità di Said Mikhou (che ha perso la world lead da Cheruiyot), ancora protagonista di una gara di alto livello in 3:31.49. Dietro i due, terzo l'etiope Aman Wote (3:31.63), quarto un Asbel Kiprop in ripresa in 3:33.17 cui è mancato lo spunto a 300 metri dall'arrivo. Personale anche per il polacco Lewandowski (3:34.50) e per il fenomeno norvegese 16enne Jakob Ingebrigtsen (3:39.92). Bella gara in chiusura di meeting sugli 800 donne, vinti dalla favorita burundiana Francine Niyonsaba in 1:59.11 non senza sudare, specialmente contro la svedese Lindh nuovamente ai migliori livelli dopo la prova di Oslo, oggi seconda in 1:59.41. Sorpresa sugli 800 metri non-Diamond League, vinti dall'olandese Thijmen Kupers in 1:45.03, a 4 centesimi dal limite europeo stagionale da lui stesso detenuto. Solo quarto in 1:46.06 il polacco Adam Kszczot, superato negli ultimi 200 metri. Piazze d'onore all'irlandese Mark English in 1:45.42 e al sudafricano Van Rensburg in 1:45.73, entrambi al primato stagionale.

MANYONGA 8,36 E SI INFORTUNA - Tra gli atleti più attesi del meeting, il sudafricano Luvo Manyonga ha vinto la gara di lungo al primo salto (8,36 con vento a +3.3), poi ha messo a referto anche un salto legale da 8,33/+1.4, sufficienti a vincere la gara sul connazionale Samaai (8,29/+1.3). All'ultima prova a disposizione Manyonga subisce un danno ai ferri del mestiere (caviglia) e chiude senza particolare entusiasmo la trasferta svedese. Altro K.O. nell'asta donne, vittima la specialista di casa Angelica Bengtsson, ritirata nel momento cruciale della gara. Vince la svizzera Nicole Buchler davanti alla Bengtsson e alla venezuelana Peinado. Tutte a 4,65, con personal best della sudamericana. Passo indietro della campionessa del mondo Yarisley Silva, che dopo il 4,81 di Oslo non ha ritrovato i meccanismi di pochi giorni fa e si è fermata a 4,55, come Anzhelika Sidorova.

PERKOVIC BATTUTA - Dopo quasi due anni Sandra Perkovic ha perso l'imbattibilità per merito della cubana Yaimi Perez, che ha aperto con un gran 67,92. La croata ha reagito subito con 67,61 e ha allungato fino a 67,75 al quinto lancio, non sufficiente per il sorpasso.

Anche l'ultima sconfitta della Perkovic fu firmata da una cubana, ai Mondiali di Pechino, Denia Caballero oggi soltanto quinta. Terza Nadine Müller con 65,74. Nel disco maschile i protagonisti hanno dato vita alla migliore gara del 2017, con cinque specialisti oltre i 66 metri. Dopo tre turni di alternanza in testa, il leader mondiale stagionale Fedrick Dacres ha messo il sigillo con un lancio di 68,36, sufficiente per respingere l'ultimo assalto dell'atleta di casa Daniel Stahl (68,13). Ottime misure anche per il lituano Gudzius (67,29), per l'argento mondiale Milanov (67,05) e per un Robert Harting in crescita di condizione (66,20), come a Oslo davanti al fratello olimpionico di Rio Christoph. 

WARHOLM VINCE ANCORA - Seconda vittoria di fila per il primatista europeo stagionale dei 400 ostacoli Karsten Warholm: partito sparato ha poi gestito in tranquillità il rettilineo per imporsi in 48.82 sull'estone Rasmus Mägi (49.16) e sul bronzo olimpico Yasmani Copello (49.18). Il britannico Green (49.29) e il francese Hann (49.72) completano un pokerissimo tutto europeo. Sesto l'ex-campione del mondo Bershawn Jackson (50.28 con un paio di errori sulle barriere), che però salva il prestigioso record del meeting (47.65). Nei 110 ostacoli si alza il vento (+3.5) e soprattutto il rosso delle squalifiche. La regola del false start fa fuori prima il britannico Andy Pozzi, poi il primatista sudafricano Antonio Alkana (13.11). La gara vive perciò sul bel duello tra l'argento olimpico Orlando Ortega e il campione del mondo Sergey Shubenkov, che ha rischiato di vincere la sua prima gara di Diamond League dopo la riammissione alle gare internazionali. Lo spagnolo l'ha ripreso sull'ultimo ostacolo e si è imposto in 13.09 (Shubenkov 13.10). Partito benissimo, il francese Manga (13.30) è stato a sua volta ripreso da Shane Brathwaite (13.25).

EL BAKKALI E GARDINER - Gara contro il cronometro sui 3000 siepi del marocchino Soufiane El Bakkali, secondo al Golden Gala, che dopo il buon lavoro del pacemaker Nganga (2:39.92 al primo mille) ha preso il largo passando al secondo chilometro in 5:24.98. Affaticato nel tratto finale, ha perso smalto ma si è comunque assicurato il primo successo in Diamond League in 8:15.01, davanti all'eritreo Yemane Haileselassie (8:18.29) e al keniano Nicholas Bett (8:21.98, omonimo del campione del mondo dei 400 ostacoli). Successo caraibico sui 400 metri del bahamense Steven Gardiner con un'ottima prestazione cronometrica (44.58) e un impressionante cambio di marcia a metà gara. Il botswaniano Thebe, vincitore a Oslo, ha cercato di riprenderlo in rettilineo ma è riuscito solo a violare di nuovo il muro dei 45" in 44.99. Terzo l'ex-campione europeo Kevin Borlée in 45.47.

VIDEO | ANDRE DE GRASSE VINCE I 100 METRI IN 9.69 (+4.8) A STOCCOLMA

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