Lutto per Flavio Rambotti

09 Ottobre 2017


 

Il Presidente Fabio Martelli, il CR Lazio e tutta l'atletica laziale inviano le più sentite condoglianze a Flavio Rambotti per l'improvvisa scomparsa del papà, avvenuta ieri in contemporanea con il titolo italiano vinto dal suo atleta Francesco Pavoni a Cles, in cui Flavio era presente come tecnico della rappresentativa laziale. 

Di seguito l'ultimo commovente saluto che lo stesso Flavio Rambotti ha voluto scrivere e rivolgere a suo padre.

 

 

Intanto grazie.

A tutti quelli che mi sono stati vicini questa domenica, una giornata decisamente particolare: perdo un padre e contemporaneamente un mio atleta vince un campionato italiano. Non ce l'avrei fatta senza il vostro aiuto. Grazie all'Atletica Leggera e tutte le persone straordinarie che la compongono.

Papà era puntualissimo, spesso in anticipo, e anche questa volta non si è voluto smentire anticipando alle prime ore del giorno il suo ultimo viaggio. Tra le tante cose che mi ha insegnato c'è proprio il rispetto degli orari e degli impegni presi: scusa papà se spesso non sono all'altezza.

Poi mi ha insegnato che non sempre possiamo scegliere le situazioni che ci piacciono ma che non ci possiamo tirare indietro: quando ci tocca ci tocca. Papà l'ha fatto per tutta la vita, con timore, spesso con paura. Però quando è servito lui c'era perchè non sempre si può scegliere: quando ci tocca ci tocca. Una volta l'ho anche citato ad un raduno raccontando ai ragazzi la sua vita di lavoratore in una tipografia nel frastuono infernale del suo reparto. C'era quasi diventato sordo. Ma tutte le mattine si alzava e andava al lavoro, al suo posto, perchè non si poteva fare altrimenti. Anche se sono sicuro che avrebbe preferito fare ben altro. Non ci possiamo tirare indietro e la vita è duro lavoro e rispetto delle regole. Quando ci tocca ci tocca.

Questo è quello che tutti i giorni cerco di insegnare ai ragazzi sul campo: l'atletica, come la vita, è duro lavoro e rispetto delle regole e non ci possiamo girare la testa dall'altra parte quando è il nostro turno. Non è facile e spesso abbiamo timore, quasi paura, ma non c'è  altra scelta.

Questo è quello che mio padre mi ha insegnato e che io cerco di donare ai miei atleti, nella speranza di essere all'altezza di quello che lui è stato.

In memoria di mio padre.

 

Flavio

 

P.S. papà Francesco ha vinto...



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