Piemonte culla dell'Atletica Leggera (4a parte)

03 Aprile 2020

Nella quarta puntata della storia dell'atletica piemontese si affronta il tema della ricostruzione ed il boom economico.

 

La  fine della seconda guerra mondiale lasciò l’Europa divisa in due, distrutta materialmente e moralmente, solo il Piano Marshall nel ’47 con 12 miliardi di dollari diede la base per ripartire, la FIAT fu alla testa di questa rinascita, ma tutta l’Italia partecipò con slancio alla ricostruzione col boom economico degli anni  50.

Lo stabilimento di Mirafiori inaugurato nel 1939 aveva subìto otto bombardamenti devastanti, ma era stato immediatamente ricostruito ed ampliato per la nuova produzione della 600 e della 500.

Anche lo sport ripartì con nuovo vigore, le Olimpiadi che si dovevano tenere a Tokyo nel ’40 erano  drammaticamente saltate e anche quelle del ’44, ma nel ’45 Sigfried Edstrom convocò il CIO e  la XIV Olimpiade fu assegnata a Londra.

A Torino riaprì quasi subito lo Stadio Comunale (ex Mussolini) e l’antistadio dedicato esclusivamente all’atletica, una vera calamita per le numerose società che avevano ripreso a funzionare con in testa il Fiat, il G.S.

Lancia rinforzato da atlete della disciolta Venchi Unica, la Ginnastica, la Libertas, il Gancia, il CUS (ex GUF) e le società esclusivamente femminili, il Dopolavoro Ferroviario, il C.S. Vittoria, la Pelnova, la SIPRA e il GS Bergamasco.

Il Centro Sportivo Fiat dominò la scena soprattutto grazie al settore femminile che dal ’55 al ’75 conquistò 13 scudetti.

Stella di prima grandezza Giuseppina Leone la più grande velocista italiana 18 titoli italiani individuali, equamente divisi tra 100 e 200,  e quattro nella 4 x 100 in soli 12 anni.

Tre Olimpiadi: Helsinki, Melbourne, quinta  nei 100 e nella 4 x 100 e Roma dove conquistò il bronzo dietro una grande Wilma Rudolph, sesta nei 200 e quinta nella 4 x 100. Due Europei: quarta a Berna nei 100 e bronzo nella 4 x 100, quinta a Stoccolma nei 100. Alle Universiadi di Torino del ’59 conquistò due ori nei 100 e nei 200.

A Bologna in un incontro Italia/Germania stabilì il record europeo dei 100 metri 11”4.

Valide compagne furono Piera Fassio e Piera Tizzoni.

Piera Fassio vanta quattro titoli nella 4 x 100 dal ’55 al ‘ 59, quattro nel lungo dal ’55 al ’58 e un pentathlon nel ’52.

Piera Tizzoni cinque 4 x 100 dal ‘ 55 al ’62 e due nel lungo ’59 e ’60.

Da ricordare del Fiat anche il titolo degli 800 di Maria Antonietta Albano nel ’55.

In primissimo piano anche le due atlete della Venchi Unica Amelia Piccinini ed Edera Cordiale Gentile, quando nel ’48 la Società cessò l’attività passarono prima alla Sportnova, poi alla Lancia e infine all’Atletica Torino, la Piccinini terminò la carriera nell’Augusta Bra.

Il Comune di Torino ha dedicato alla Cordiale Gentile un giardino pubblico a Lucento e alla Piccinini un piazzale in pieno centro.

In campo femminile non si può dimenticare Maria Musso, ostacolista, velocista e pentathleta, iniziò nella Bergamasco per poi passare all’Augusta Bra e alla Libertas, nel palmares due Olimpiadi, Helsinki ’52 e Melbourne ’56 quinta nella 4x100, un bronzo sempre nella staffetta agli Europei di Berna del ’54, sei titoli italiani, tre nel pentathlon, due negli 80 hs e uno nel lungo.



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