Yeman Crippa è record italiano

06 Ottobre 2019

Impresa di Yeman Crippa ai Mondiali di Doha: con 27'10"76 ottiene l'ottavo posto nei 10.000 metri ma soprattutto migliora di quasi sei secondi il primato nazionale di Salvatore Antibo che resisteva da oltre 30 anni


 

Trent'anni. Tanto è durato il record di Salvatore Antibo, il 27:16.50 che il siciliano, uno dei più grandi campioni della storia dell'atletica italiana, ottenne in una sfida leggendaria nel corso del meeting di Helsinki, il 29 giugno del 1989. Fino a stasera, fino all'impresa di Yeman Crippa, ottavo (e dunque finalista) nella serata del Khalifa Stadium, con la cifra del nuovo primato, un fantastico 27:10.76 che porta aria fresca in una lista alltime della specialità cristallizzata da decenni. E che vale anche la terza posizione nella lista europea di tutti i tempi, dietro il britannico Mo Farah (26:46.57) e il belga Mohammed Mourhit (26:52.30). Il ragazzo che in Trentino ha trovato la sua casa è oggi un uomo, capace, dopo il bronzo europeo dello scorso anno a Berlino, di inserirsi tra i grandi del "prolungato". In una serata da prestazioni cronometriche super. L'oro va all'ugandese Joshua Cheptegei in 26:48.36, l'argento finisce al collo del favorito, l'etiope Yomif Kejelcha (26:49.34), con il keniano Rhonex Kipruto, a completare il podio (26:50.32). In precedenza, la corsa si era sviluppata su ritmi veloci ma regolari, ideale per l'attacco di Crippa al primato di Antibo. Presto si forma in testa un gruppo nutrito, che transita ai 5000 metri intorno ai 13:33 (per Crippa il rilevamento esatto è 13:35.50); a fare da pace maker si alternano i keniani, con Kipruto sempre protagonista. A sei giri dal traguardo, l'azione che riduce a otto il gruppo di testa; Crippa si stacca leggermente, sembra in crisi, ma è bravo a non mollare. Continua a girare sul suo passo, sempre sul piede dei 2:45, stacca gli avversari che gli fanno compagnia e resta solo al nono posto. Davanti, si accendono le polveri, e i battuti cominciano a perdere contatto; quando si attacca l'ultimo giro, l'azzurro è a una ventina di metri dall'etiope Gebrhiwet ottavo in quel momento. Non solo il record, c'è in palio anche l'ultima piazza da finalista, che Crippa dimostra di volere molto più del suo avversario. E' record italiano, con Crippa che è anche, di gran lunga, il primo degli europei (il norvegese Moen è dodicesimo con un crono superiore ai 28 minuti).  

 

YEMAN CRIPPA - “Sono felicissimo per il record italiano - esulta Yeman Crippa, storico 27:10.76 a Doha nei 10000 metri -. Ho fatto una gara coraggiosa, mi sono messo anche a tirare quando sono rimasto da solo, e sono andato alla ricerca dei primi. Ne ho superati anche alcuni in volata, quindi sono super contento. Sapevo che stavo correndo forte, ho visto i primi passaggi al 3000 in 8:08, poi al 5000 intorno a 13:35, ma quando sono rimasto solo ho rischiato di rallentare. Invece alla campana dell’ultimo giro è uscito 26:10 e sapevo di dover chiudere sotto i sessanta secondi per fare il record italiano. Devo ringraziare tutte le persone che mi hanno portato qui in grande forma. Non entrare nella finale dei 5000 non era previsto, quindi l’attesa per questa gara è stata lunghissima, dal 27 settembre fino a oggi. Il riscatto dovevo prendermelo perché mi ero preparato un anno intero, un anno di lavoro con il mio allenatore Massimo Pegoretti, con i fisioterapisti Lorenzo Pilati e Alessandra Iacobucci, con la Federazione che mi appoggiava. Ringrazio anche le Fiamme Oro. Dovevo farlo anche per tutta la gente che si è permessa di criticare senza scendere in campo e mettersi in gioco. La strada è ancora lunga, perché sono ottavo al mondo ma a cento metri dai primi, e bisogna lavorare tanto per andare a prenderli. Voglio portare l’Europa e l’Italia il più vicino possibile a loro”.

 

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